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La Nuova Stagione
Venerdì 02 Dicembre 2011
Sono trascorsi più di tre anni dall'uscita di "Asfodeli Da Conservare". Dopo un tour di circa due anni, terminato ufficialmente con l'ultima data live il 30 Marzo del 2010, la band torna a fare capolino e, senza troppo chiasso, ci racconta che cos'è successo in questo lungo lasso di tempo.

La chiusura del progetto "Asfodeli" vede il distacco dalla formazione degli altri due protagonisti del disco: Eulalia Grillo e Lucas Stoppa. 
Si tratta più di un "arrivederci" che di un "addio", considerata la stretta amicizia che lega il gruppo. Tuttavia è doveroso un pensiero di ringraziamento ad entrambi: Eulalia, negli anni trascorsi insieme agli «ear», non solo ha contribuito ad irrobustire la spina dorsale della band ma, con il suo violino, è riuscita a far uscire un'anima dai brani che altrimenti non sarebbe emersa. Questo ha inciso in modo definitivo sulla qualità delle canzoni. Le sue evidenti capacità tecniche insieme allo spessore umano hanno permesso a chris e andrew di raggiungere risultati inimmaginabili. Il violino di Eulalia rimane lo strumento che più di tutti ha saputo fondersi con la voce, le parole e la chitarra.
Lucas ("Luke") invece sta continuando la sua ricerca musicale legata ai suoni tribali non solo attraverso le congas, ma (a quanto pare) anche sperimentando la danza africana. Dicono che sia un ottimo ballerino. La sua collaborazione nel progetto "Asfodeli" è stata significativa sia musicalmente che umanamente. L'aspetto ritmico del disco è opera sua: semplice, diretto e mai scontato. In un progetto definito "pop" la sua percussione è stata certamente una scelta sperimentale, ma azzeccata. Il risultato ritmico ottenuto sul disco è stato possibile grazie alla costanza, l'impegno e la passione che contraddistinguono il carattere di Luke. Un mare profondo. Un'onda che arriva.

Durante l'autunno del 2010 è entrato a far parte della formazione Luca "Oz" Carnevali, appassionato di "Field Recording" e strumenti musicali atipici; esperto di suoni elettronici, sintetizzatori e editing del suono. Oz, nel suo CV musicale, vanta - fra le altre cose - la selezione di suoi tre brani da parte del noto produttore discografico statunitense DJ Shadow ad un concorso internazionale denominato "What Does Your City Sound Like?". Oz non ha esperienze precedenti all'interno di band. Ciò che lo ha convinto ad accettare la collaborazione sono state la sua indiscussa voglia di mettersi in gioco e la sua preziosa curiosità. D'altro canto, gli «ear» avevano bisogno di un "ricercatore appasionato di suoni" piuttosto che di un musicista ordinario. La stella buona ha regalato Oz alla band.

Gli «ear» sono in sala prove da un anno. Il nuovo progetto si distacca molto, almeno nelle intenzioni, dal disco precedente: le chitarre acustiche continuano ad essere il punto di partenza. Tutto il resto è carta bianca su cui scrivere. In questo senso Oz si inserisce come figura chiave per creare, distorcere, asciugare. Impoverire per arricchire. L'essenziale come forma definitiva. La dimensione acustica viene attraversata da una scossa di elettricità che parla in Musica. Nella metafora è il fulmine che squarcia il cielo di un peasaggio quieto. In Natura rimane armonia. E in Musica? Questa la scommessa degli «ear».
Un progetto ambizioso che richiede tempi lunghi di lavorazione. Difficile determinare una possibile data di uscita del disco.
Quello che è certo è che i ragazzi stanno producendo tanto materiale. Tutto è in fase di elaborazione, ri-elaborazione e sperimentazione.
Cresce la curiosità; intanto possiamo fantasticare.
Gli «ear» sono tornati...